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Che cos’è un ICO e a cosa serve?

June Katz

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Aggiornato: ,4 min

font-weight: 400;">L’abbreviazione ICO sta per Initial Coin Offering. Durante l’ICO, il team del progetto vende token digitali in cambio di criptovalute o denaro fiat agli investitori. In seguito, queste monete possono essere utilizzate sulla piattaforma del progetto come valuta interna oppure scambiate sugli exchange. Inoltre, il termine “сrowdsale” viene spesso usato al posto di ICO.

Qual è lo scopo dell’ICO?

Per essere lanciato o sviluppato, un progetto ha bisogno di attrarre fondi. Questo può essere fatto emettendo i token del progetto e scambiandoli con criptovalute popolari (Bitcoin o Ethereum) o valute fiat (dollari o euro). Di norma, l’ICO si svolge nelle prime fasi di vita dei progetti, prima della creazione della loro infrastruttura completa. I fondi raccolti vengono usati per finanziare la fase finale dello sviluppo, il marketing, oppure inviati a fondi di sviluppo speciali per sostenere i progetti nel lungo periodo.

Qual è lo status legale dell’ICO?

Attualmente, Initial Coin Offering non può essere definita né un modo legale né illegale di attrarre investimenti. Il suo status legale, la procedura e i requisiti per le aziende che intendono raccogliere fondi in questo modo non sono attualmente definiti in nessun paese del mondo. Inoltre, è difficile determinare la natura giuridica dei rapporti che sorgono durante un ICO. Tali rapporti sono difficili da chiamare rapporti finanziari nel senso classico del termine. Allo stesso tempo, è sicuro dire che alla base di questo processo ci sono la reputazione delle persone dietro la startup крипто e la fiducia degli utenti (potenziali investitori).

Confronto tra ICO e IPO

Quando una società vuole offrire le proprie azioni al pubblico, effettua un’IPO (Initial Public Offering). L’ICO può funzionare secondo un principio simile: gli investitori, mettendo dei fondi, ricevono una “quota” della società sotto forma di token. Allo stesso tempo, l’ICO ha caratteristiche in comune con il crowdfunding: i fondi vengono solitamente raccolti per realizzare una certa idea, cioè nella fase in cui il progetto non ha ancora un prodotto finito.

Inoltre, l’IPO è regolata dalla legislazione nazionale. Ad esempio, negli Stati Uniti, una società deve essere costituita come società per azioni e registrata presso la SEC (Securities and Exchange Commission) per un’offerta pubblica nelle prime fasi di sviluppo. Tutto ciò rende il processo di attrazione di investimenti per il progetto più difficile, ma offre agli investitori determinate garanzie.

Nel caso dell’ICO, il processo di raccolta degli investimenti è molto più semplice, ma gli utenti non sono assicurati.

Cosa attrae gli investitori verso l’ICO?

Acquistando i token offerti nell’ICO, gli investitori si aspettano innanzitutto:

  • ​Di trarre vantaggio dalla loro vendita a un prezzo più alto in futuro (un esempio classico è Ethereum, i cui token durante l’ICO nell’estate del 2014 costavano meno di un centesimo e oggi il loro prezzo è salito a quasi 400 dollari).
  • Di usare i token per lo scopo previsto, ricevendo i servizi dichiarati a un prezzo inferiore.

Rischi della partecipazione all’ICO

Forse il rischio maggiore può essere definito la normale truffa, quando i creatori del progetto hanno un solo obiettivo: raccogliere il denaro degli utenti. Inoltre, poiché al momento non esistono leggi che regolino lo svolgimento delle crowdsale di criptovalute, dal punto di vista dell’investitore questi investimenti si basano sempre sulla fiducia. Non si può escludere che il progetto non arrivi alla fase di comparsa del prodotto oppure deluda l’investitore con la sua realizzazione.

Inoltre, nella sua forma attuale, l’ICO si svolge solitamente in un solo round, e le possibilità di ottenere ulteriori finanziamenti sono scarse. Questo può essere visto anche come un rischio potenziale per la durata del progetto.

A cosa bisogna prestare attenzione prima di partecipare all’ICO?

L’abbondanza di diversi ICO può confondere molti investitori inesperti. Pertanto, prima di tutto, è necessario esaminare attentamente il contratto di vendita (Token Sale Agreement). Mentre leggi questo documento, possono emergere dettagli curiosi che gli organizzatori dell’ICO potrebbero non aver dichiarato pubblicamente. Inoltre, ci sono indicatori non dichiarati delle buone intenzioni del progetto:

  • Disponibilità di tutti gli accordi e le regole necessari pubblicati sul sito come offerta pubblica.
  • Prototipo funzionante pronto.
  • Whitepaper e restante documentazione redatti correttamente.
  • Disponibilità di escrow (un particolare accordo condizionale che tiene conto di beni, documenti o fondi fino al verificarsi di determinate circostanze o al soddisfacimento di determinati obblighi).
  • Costituzione (registrazione) della società.
  • La reputazione immacolata delle persone dietro il progetto.

Esempi degli ICO di maggior successo

Il successo di un ICO è una cosa piuttosto relativa. Tuttavia, un indicatore generalmente accettato è la quantità di fondi raccolti. In questo senso, il primato attuale (intendiamo le statistiche, tralasciando altri aspetti eventualmente controversi delle campagne) appartiene al progetto Bancor, che nel giugno 2017 raccolse 396 720 ETH in meno di tre ore. Un esempio di un’altra crowdsale rapidissima fu la campagna dell’innovativo browser Brave: in circa 30 secondi, il progetto riuscì a raggiungere il proprio obiettivo finanziario e raccogliere 35 milioni di dollari.

Nel maggio 2017, la lista delle crowdsale di criptovalute di successo si arricchì dei progetti Storj (30 milioni di dollari in meno di una settimana) e Aragon – in soli 15 minuti dall’inizio dell’ICO, il progetto raccolse i previsti 275.000 ETH (circa 25 milioni di dollari).

Si possono ricordare anche i progetti MobileGo (53 milioni di dollari), Gnosis (12,5 milioni di dollari in 10 minuti), Blockchain Capital (10 milioni di dollari in due ore), Aeternity (23,4 CHF) e il progetto della rete Ethereum Status (circa 100 milioni di dollari), che alla fine portarono a un fallimento.

Inoltre, non dimentichiamo il progetto DAO, che è già diventato parte della storia del mondo delle criptovalute e a seguito del cui crollo nell’estate del 2016 è apparso Ethereum Classic.

Conclusione

Gli ICO sono stati per un paio d’anni un argomento estremamente caldo, e speriamo di essere riusciti a fare un po’ di chiarezza per te. Sarà interessante vedere come andranno i futuri Initial Coin Offering man mano che le normative diventeranno sempre più severe. Speriamo che l’aumento della regolamentazione abbia un effetto positivo, eliminando gli ICO truffaldini.

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